
Autore: Banca Widiba
Data di pubblicazione: 18 maggio 2026
Consulenti nell’era AI: nuove sfide e opportunità
L’intelligenza artificiale è entrata a far parte della quotidianità in maniera rivoluzionaria e strutturale, radicandosi nella vita di tutti i giorni, dall’ambito professionale al tempo libero. Non si tratta di una moda passeggera, ma di una dinamica che ha profondamente modificato le fondamenta della realtà in cui viviamo.
I modelli di business vengono plasmati e innovati in tutti i campi. Dal punto di vista finanziario, gli istituti di credito si stanno tutti muovendo nella direzione di integrare l’AI nella propria operatività e la stessa consulenza finanziaria si sta evolvendo in tal senso. Si tratta dunque di una professione destinata a scomparire, sostituita in tutte le sue sfaccettature dai chatbot? Secondo gli esperti del mondo bancario assolutamente no, la consulenza finanziaria assume una veste nuova, più strategica e relazionale e meno operativa: non viene sostituita, al contrario viene potenziata.
Tuttavia, occorre saperla usare consapevolmente: essere in grado di dosarla e fare leva sulle sue potenzialità, trasformandola in valore aggiunto della propria attività.
Questo implica sfruttarne le capacità di calcolo con responsabilità e, allo stesso tempo, colmare le lacune che sono insite nella natura stessa della tecnologia: la carenza di relazione, empatia e ascolto autentico.
L’AI come acceleratore: l’utilizzo sapiente che ottimizza i tempi
La professione del consulente finanziario unisce competenze tecniche a competenze relazionali. In campo tecnico l’AI può essere molto utile: è in grado di aggregare e classificare dati eterogenei e appartenenti a discipline diverse, ma anche di ipotizzare possibili scenari. Ha la capacità di creare relazioni che possono sfuggire più facilmente al ragionamento umano e ipotizzare delle strategie operative.
Nell’ambito della consulenza patrimoniale, tutto questo si rivela prezioso: permette di avere una visione di ampio raggio della situazione del cliente, esaminando tutte le informazioni relative alla sua situazione in diversi ambiti, da quello meramente finanziario a quello fiscale e legale. Esistono poi strumenti di AI in grado di analizzare possibili combinazioni in diversi scenari, per capire cosa può succedere a un patrimonio configurato in un certo modo e suggerire anche delle possibili soluzioni operative aggiornate in tempo reale.
In poche parole: l’AI ottimizza i tempi in tutto ciò che riguarda l’aspetto tecnico della professione. Ma la consulenza ha anche un altro volto, ed è proprio questo che le dà la possibilità non solo di sopravvivere, ma anche di rinnovarsi e fare leva sulle risorse che l’intelligenza artificiale offre. Questo perché, se quest’ultima aiuta a velocizzare l’operatività, libera tempo per dedicarsi al lato più umano della consulenza.
La relazione al centro: il parere degli esperti
È questo quanto emerso durante due importanti eventi per l’agenda di un consulente che si sono tenuti in questi mesi: ConsulenTia e il Salone del Risparmio. Il tema dell’intelligenza artificiale nella consulenza ha avuto ampio spazio nelle analisi dei professionisti del mondo bancario.
La visione complessiva è costruttiva, ma richiama all’attenzione: l’importante è sapere usare l’intelligenza artificiale consapevolmente. Infatti, l’AI oggi come oggi può dare ancora risposte errate o incomplete, la responsabilità resta in capo al consulente. Bisogna sempre verificare le risposte e le fonti e non riporre la piena fiducia nelle risposte senza un’accurata verifica.
In ogni caso, come anticipato, l’intelligenza artificiale è uno strumento potente che può amplificare le capacità umane e ottimizzare i tempi. Quello che resta al centro dell’attività consulenziale è la relazione.
La gestione dell’emotività e la lettura del linguaggio non verbale sono capacità insite nella natura umana e rimangono – e verosimilmente rimarranno – competenze esclusive e non replicabili.
Il report “US Wealth Management in 2035: A Transformative Decade Begins” di McKinsey & Company descrive il ruolo del consulente come “Life Coach” in questa nuova fase. In tale scenario, i consulenti guidano i clienti attraverso i loro obiettivi di vita, concentrandosi su contesto, empatia e significato.
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